cancellata
Pubblicato da alessioluise su 8 Febbraio 2008
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Pubblicato da assirialessandro su 2 Febbraio 2008
Nell’ambito di un progetto denominato “poeti a Nord Est” nato da un idea di Augusto Pivanti e mia avra luogo a meta marzo una cena a Feltre qui:
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se non scrivo che scrivo
Pubblicato da alessioluise su 19 Gennaio 2008
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se scrivo che non scrivo
Pubblicato da alessioluise su 18 Gennaio 2008
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Ma quale officina?
Pubblicato da assirialessandro su 14 Dicembre 2007
Siamo disaggregati, nascosti dietro giustificazioni di differenze, abbiamo perso il retaggio creativo dei movimenti. Gestiamo il gesto artistico in solitudine, l’estemporaneità della condivisione è preclusa, l’immediatezza, nella qual cultura crediamo di vivere, è in realtà un confezionamento, una porta sbarrata verso le uscite. Viviamo in una marginalità autoimposta e crediamo di esserci stati relegati. Fenomeni condivisi nascono da espressioni condivise. Il recupero del laboratorio, dell’officina, dello sviluppo collettivo. Le parole, prima di essere tradotte nel senso, vanno ascoltate nel suono ed espresso nel loro carattere corale. Produrre forme, ma non circuiti è un esercizio inutile: è l’incapacità dell’arte di mettersi in viaggio.
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Pubblicato da assirialessandro su 24 Ottobre 2007
Una società che non sa più dire: noi, non può far altro che esprimere una poetica che declama: io. Detta così sembra l’epitaffio del carattere oggettivo del dire, lo è invece a mio avviso, dei movimenti, delle correnti letterarie e di pensiero. L’ansia del non allineato ha rilanciato il “cane sciolto”. Andando a fondo potremmo dire che la frenesia del verso libero ha prodotto una nuova illusione di libertà. Da una parte la quasi totale impossibilità di percorrere nuovi linguaggi e dall’altra l’imbrigliata creatività, hanno fatto sì che si mancasero occasioni, vivendo di comunicazione supplente e di parola delegata, esempio è questo blog disertato da quasi tutti per eccesso di individualismo o timor d’etichetta. Certo, Lietocolle potrebbe essere tranquillamente il nome di un vino, ma avrebbe anche potuto essere dibattito e confronto, espressione di un dire che forse doveva cercare qualcosa di più che inserire i nomi a lato dei rispettivi spazi individuali (continua prima o poi..)
un caro saluto
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parolieri di oggi per domani: Giuseppe Catozzella
Pubblicato da alessioluise su 13 Ottobre 2007
Giuseppe Catozzella è nato a Milano nel 1976 e risiede suo malgrado nella periferia milanese. Laureato in Filosofia con una tesi su Nietzsche che si rifà a posizioni di Carlo Sini, lavora come redattore per la narrativa di A. Mondadori Editore, casa editrice per cui ha tradotto anche alcuni romanzi.
Giornalista freelance, scrive regolarmente per la Cultura di “Nuovasesto” e saltuariamente per “Maxim”.
Suoi testi sono apparsi su “Private”, su “Poesia da Fare” e sul “IX Quaderno di Poesia da Fare”.
La sua prima silloge poetica, “Scrivere il silenzio”, risale al 1996.
Nell’ottobre 2007 per le Biagio Cepollaro E-dizioni è uscita una bellissima raccolta di poesie, che vorrei definire “pineale ” per lo spiccato dialogo tentato e riuscito tra mente e corpo, dire e fare. Si intitola “La scimmia scrive. Prose”. La potete scaricare sul sito di Biagio Cepollaro. Ecco i links. Buona lettura.
http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/E-book.htm
http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/CatozTes.pdf<a target=”_blank” href=”https://webmail.acroservizi.com/
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Generi di conforto in metropolitana
Pubblicato da VDM su 29 Agosto 2007
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altrove da..
Pubblicato da assirialessandro su 20 Agosto 2007
Il tempo della contemporaneità come tempo della comunicazione. Non è poi vero che siamo nello stesso istante, ma siamo parte di un tempo colmo straripante.
Un tempo che spesso ha nell’invadenza la sua urgenza, ma non la sua reciprocità.
Siamo figli di tutto ciò che è trascorso con noi, la sintesi di uno svolgimento che si aggiorna aggrappandosi.
C’è in questa stanza delle poche righe una metafisica del tempo breve e se da un lato mi assilla il pensar corto, dall’altro è l’unica sequenza che mi fa partecipare alla vita.
Ma si può partecipare solo nell’immediatezza, oltre si ristagna, qualunque soggetto diventa scoria, rigurgito di un qui e ora che rischia di essere solo una burla, una rappresentazione, che sia anticipo o ritardo, ma che non parlerà mai di noi che saremo sempre altrove.
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l’interruttore
Pubblicato da alessioluise su 22 Febbraio 2008
Pubblicato su Spazi e commenti | Contrassegnato da tag: quarto intervento verbo visuale all'invece | Lascia un commento »