Pubblicato da VDM su 8 Febbraio 2007
Padre
Duro alle lusinghe, col muso rotto
dalle rughe e la calce nei capelli
lavati di sabato con l’aceto,
nel giorno del riposo t’alzi presto
bestemmiando fumo, poi spacchi legna
coi jeans della festa finché stai male.
Ma tu sai -l’ho capito-
che non è quello il male
che ci porterà via.
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Pubblicato da sinicco su 8 Febbraio 2007
Ci sono attimi come perderti
dove sei e dove hai chiuso, ma quale ansia
hanno truccato sulle labbra e quale carta hai scelto?
Dove le strade sarebbero state non guardasti
la pioggia,
quale fosse il giorno, la goccia
dove questa convulsa e luminosa corsa allunga
dove sfogli la pagina, soffiando
come in uno specchio, sopra i detriti
camminando nelle pozzanghere, qualsiasi fango sbricioli
e chiunque non abbia mai pensato
sui vetri opachi…
I segni non cancellano,
il materiale le cui infrante labbra appoggi non è tuo,
l’hanno truccato. La storia, i battiti
elettrizzano l’aria, la gravità
sostituita con qualsiasi cosa. E quale carta hai scelto?
Questa, il braccio che le conficcasti, è un cuore.
Qualcosa di forte
si ferma,
continua a piovere dove sei, continua a piovere.
Sapremo mai cosa c’è oltre
dove non sei più invisibile
di ciò che stringi?
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