Self promoting link
Pubblicato da marcosimonelli su 13 Aprile 2007
Segnalo che sul blog “La Poesia e lo Spirito” è comparsa oggi, a cura di Francesca Matteoni, un’anticipazione del mio prossimo lavoro “Palinsesti”, corredata da un interessante artwork trash.
Chi fosse interessato può cliccare qui e lasciare un commento.
Grazie.

marino detto
in bocca al lupo Marco.
marino magliani
Christian Sinicco detto
bello il self promoting link!
Christian Sinicco detto
io però cercherei meno la rima…tipo m’ammanta-ottanta…forse perché dopo un po’ mi aspetto tu segua troppo la forma data, e quindi non mi stupisce più, fa il discorrere troppo lineare, e non alimenta l’effetto parodico. lo dico come impressione.
marcosimonelli detto
Tornando a noi: questi testi sono stati scritti tra il 2003 e il 2005. Nel 2006 ho scritto solo sonetti elisabettiani. Arrivato al 2007 la sola idea di rima mi provoca una sensazione simile a quella che può avere un ubriaco davanti ad un caffè condito con limone…
besos!
gabrielepepe detto
Come per tutte le cose tecniche dipende sempre da come, dove e perché si usano, sto parlando delle rime. In palinsesti direi che sono quasi necessarie. Assecondano il gioco, amplificano e illuminano gli scarti di senso, rappresentano simbolicamente tutte le cantilene pubblicitarie che ci hanno accompagnato e ci accompagnano lungo la nostra vita di teleutenti teledipendenti telecompetenti teleincontinenti ecc.
))
pepe
Christian Sinicco detto
Sì, però non è il problema la rima…ma quando la devi proprio fare, e il meccanismo risulta evidente.
Francesca Matteoni detto
Ciao Marco e tutti! in ritardo, ma il ricordo della maestra è irresistibile. La mia era più vecchio stile, però ci faceva tenere il quaderno delle poesie (io ne avevo uno assurdo per la grande firma Porca Miseria! con una filastrocca su di un tale che non amava né l’acqua né il sapone in “quarta di copertina”…). Per ogni poesia dovevamo fare un’illustrazione. Ricordo ancora un disegno atroce di un bambino rachitico che tende la mano al “verde melograno” (in realtà una mela) nella poesia del Carducci che ha ammorbato la mia quinta elementare. Per fortuna, prima di entrare a scuola, mia madre mi aveva fatto una corazza di vigili urbani (che fermano i tram con le mani) e di Gianni Rodari.
Sulla rima-cantilena o effetto-canzonetta sono d’accordo con Gabriele Pepe – ricreano nel linguaggio il luogo televisivo delle storie. Il vantaggio della rima è che arriva prima del senso, una sorta di freccia con attaccato un messaggio: l’ironia che affonda in un retrogusto non tanto allegro alla fin fine.
Unwinee detto
nice! i’m gonna make my own journal