Quanto siamo responsabili dell’arroccamento di un linguaggio, di un ispessimento del pensiero che è rimasto imbrigliato in una costante ricerca dell’effetto?
Partendo da questa considerazione, mi piacerebbe cercare di capire se come autori non dovremmo anche cercare di preoccuparci un po’ di riconciliazione col lettore, riappacificarsi per rendersi fruibili spesso vuol dire prendersi la briga di scomporre e sviscerare quel trauma storico che è alla base di molta poetica. A quanti di noi è concesso spiegare la propria opera, perchè solo nell’opportunità di spiegare usciamo da questo fardello della nicchia dove ci siamo relegati. Nelle presentazioni non ci esponiamo, siamo troppo legati alla presentazione del libercolo, negli incontri di lettura il tempo incalza e qualcuno dopo di noi scalpita e pure giustamente, cercare di uscire da questo vincolo vuole dire sfruttare le opportunita concesse, come anche questo blog poteva essere, o crearne altre e le strade ci sono, basta uscire dalla mentalità degli effetti speciali e saperci guardare con quel briciolo di umiltà che non guasta.

citazioni e tormentoni (3)
Pubblicato da silviamonti su 30 Giugno 2007
“Laddove comincia l’ambizione, cessano i sentimenti ingenui”
la citazione è da Balzac. non so da dove venga, precisamente. è un regalo dello zio bed. uno che se ne intende, di queste cose. a me ha fatto gran bene.
me ne vado in vacanza. senza computer. in mezzo ai boschi. per tutta l’estate. e queste non sono citazioni, è quello che farò.
baci!
s.
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