parolieri d’oggi per domani: Marco Bin
Pubblicato da alessioluise su 18 Giugno 2007
..parolieri d’oggi per domani, perché una visione più ampia è sempre possibile. Inizio col presentarvi Marco Bin.
NOTA BIOGRAFICA
Marco Bin è un giovane autore, classe 1984, che vive e opera a Milano dove studia Lettere all’Università Statale. Ancor più giovane e spettinato si è distinto già nel 2004 con il primo premio al concorso Marina Incerti dell’istituto Pasolini di Milano prsieduto da Milo De Angelis e due anni più tardi si è piazzato tra i finalisti del premio nazionale DeltaPoesia e del premio Città di Monza.
Fervido frequentatore di readings, su incoraggiamento di altri amici autori, è lì che ha scoperto la sua attitudine di poeturgo in ascolto. Il neologismo è d’obbligo per sottolineare la precipua tendenza del nostro ad un’assoluta sentimentalità della declamazione e alla sensibilità verso le forme del dire altrui. Marco è l’unico poeta che io conosca in grado di citare a memoria le poesie degli altri, e ciò, dote rara nel circuito, lo deve ad una spontanea e spiccata sensibilità audio esistenziale.
Collabora dunque attivamente da due anni con la casa editrice Aquaviva insieme a cui organizza e interpreta letture poetiche in librerie e luoghi di ritrovo milanesi e nella cui rivista “Il Poeta” sono apparsi alcuni suoi lavori di ricerca. Nel 2007 ha partecipato con l’associazione “A briglia sciolta” alla manifestazione “Carovana dei versi” per una settimana di letture in occasione della giornata mondiale della poesia.
Appassionato e consumato amante del verso, la sua scrittura in costante evoluzione appare fuori dal tempo, generosamente calata nel vivere comune e tesa a raccontare con straordinaria sensibilità le eterogenee sfumature umane della metropoli e dei luoghi del suo esistere. Per ora ama dire di sé che, non essendo del tutto maturo, più di tutto ama leggere per gli altri. Più di tutti ama leggere David Maria Turoldo, Milo De Angelis e Stefano Raimondi.
QUI
(…) Sui muri dei bagni
una ressa di segni
a costellare il vuoto. E’ qui che ogni parete impara a pregare, e ride. Ogni sillaba, incontro, gesto, rumore, si spicca dal suo centro, si fa parte e vive. Come le B fatte di aste e pance. E pagine, pagine, litri di bianchetto.
E’ qui che imparo Milano come mi hai scritto.
LA CODA
Io lo so che non ci credi
ma c’è qualche volta
qualche piccola volta molto rada
che anche il traffico è simpatico, e la coda.
E ci si ferma in mezze maniche
si allacciano parole
che quando si riparte
si tirano sottili
si allungano in sorrisi
voltandosi, in profili
bianchi e assoluti come i monti
da dietro il mordersi dei viali.
FUORI DAL METRO’
Fuori dal Metrò, dopo la salita
mi sfiora un volo di piccione
mentre ognuno torna a farsi segreto.
E’la vita, che si chiama per nome.
E’ il mondo che azzarda un saluto.
Marco Bin è un giovane autore, classe 1984, che vive e opera a Milano dove studia Lettere all’Università Statale. Ancor più giovane e spettinato si è distinto già nel 2004 con il primo premio al concorso Marina Incerti dell’istituto Pasolini di Milano prsieduto da Milo De Angelis e due anni più tardi si è piazzato tra i finalisti del premio nazionale DeltaPoesia e del premio Città di Monza.
Collabora dunque attivamente da due anni con la casa editrice Aquaviva insieme a cui organizza e interpreta letture poetiche in librerie e luoghi di ritrovo milanesi e nella cui rivista “Il Poeta” sono apparsi alcuni suoi lavori di ricerca. Nel 2007 ha partecipato con l’associazione “A briglia sciolta” alla manifestazione “Carovana dei versi” per una settimana di letture in occasione della giornata mondiale della poesia.
Appassionato e consumato amante del verso, la sua scrittura in costante evoluzione appare fuori dal tempo, generosamente calata nel vivere comune e tesa a raccontare con straordinaria sensibilità le eterogenee sfumature umane della metropoli e dei luoghi del suo esistere. Per ora ama dire di sé che, non essendo del tutto maturo, più di tutto ama leggere per gli altri. Più di tutti ama leggere David Maria Turoldo, Milo De Angelis e Stefano Raimondi.
una ressa di segni
a costellare il vuoto. E’ qui che ogni parete impara a pregare, e ride. Ogni sillaba, incontro, gesto, rumore, si spicca dal suo centro, si fa parte e vive. Come le B fatte di aste e pance. E pagine, pagine, litri di bianchetto.
E’ qui che imparo Milano come mi hai scritto.
Io lo so che non ci credi
ma c’è qualche volta
qualche piccola volta molto rada
che anche il traffico è simpatico, e la coda.
E ci si ferma in mezze maniche
si allacciano parole
che quando si riparte
si tirano sottili
si allungano in sorrisi
voltandosi, in profili
bianchi e assoluti come i monti
da dietro il mordersi dei viali.
Fuori dal Metrò, dopo la salita
mi sfiora un volo di piccione
mentre ognuno torna a farsi segreto.
E’la vita, che si chiama per nome.
E’ il mondo che azzarda un saluto.

Maria detto
Ciao Marco,
anche io scrivo e sono rimasta colpita dalle tue qui riportate! Complimenti. Un saluto e spero a risentirci. Ciao. Maria.
Bin detto
Ciao Maria,
non passo spesso in questo sito, perciò l’ho visto solo ora il tuo commento. Grazie di cuore.
Se la spinta a scrivere viene da dentro, quella ad esporsi mi nasce da contatti come questo tuo.
Fa stare bene sapere di fare, almeno un pò, bene.
spero anch’io a risentirci.Ciao.Marco Bin.